La possibilità di mantenere il riscaldamento globale a 1,5°C senza superarlo è andata perduta, ha dichiarato il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente nel suo Emissions Gap Report 2026, pubblicato il 21 ottobre.
"L'opportunità di colmare il divario delle emissioni per 1,5°C con un superamento 'nullo o limitato' è andata perduta", si legge nel rapporto. Il titolo è The Point of Return. Un riscaldamento superiore a 1,5°C è ora considerato imminente; il compito che il rapporto fissa è limitare quanto saliranno le temperature e per quanto tempo vi resteranno.
Dove puntano i numeri
Con le politiche attuali, il rapporto prevede circa 2,8°C di riscaldamento in questo secolo, con un ulteriore aumento successivo. Se ogni paese rispettasse il proprio impegno nazionale attuale e mantenesse uno sforzo simile, il riscaldamento si fermerebbe intorno a 2,6°C.
Entrambe le cifre sono peggiori di quelle dell'anno scorso. Due cambiamenti spiegano la differenza: gli Stati Uniti si sono ritirati dall'Accordo di Parigi e le stime delle emissioni storiche sono state riviste al rialzo. Gli impegni presentati dopo l'ultimo rapporto hanno fatto poca differenza.
Il percorso con il superamento più basso
Il rapporto modella uno scenario in cui il picco di riscaldamento resta a 1,7-1,8°C intorno alla metà del secolo e le temperature tornano a 1,5°C o al di sotto entro il 2100, con circa il 50% di probabilità di successo.
Per arrivarci, le emissioni globali dovrebbero calare di circa il 5,7% all'anno per il prossimo decennio. L'energia da carbone dovrebbe scendere del 15% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2025, poi del 55% entro il 2035, del 75% entro il 2040 e del 90% entro il 2050. Rinnovabili, reti, stoccaggio, efficienza e riduzione del metano portano ciascuno una parte del carico.
Cosa dicono gli autori che può ancora funzionare
Il rapporto non sostiene che la politica climatica abbia fallito. Elenca solare, eolico, veicoli elettrici e programmi di efficienza che hanno già prodotto riduzioni misurabili delle emissioni in singoli paesi, e sostiene che quelle politiche possono essere ampliate.
Definisce la carenza "un vuoto di leadership" più che tecnico, e chiede ai governi di pubblicare piani con scadenze per l'abbandono dei combustibili fossili, con sostegno ai lavoratori e alle regioni colpiti.
Ogni frazione di grado cambia comunque l'esito. La differenza tra il percorso degli impegni a 2,6°C e il percorso con il superamento più basso è la differenza tra un ritorno a 1,5°C in questo secolo e nessun ritorno affatto.