57 contatti, 10 in quarantena
Le autorità sanitarie keniane stanno rintracciando 57 persone che hanno avuto contatti con il primo caso importato nel Paese di malattia da virus Bundibugyo, una forma di Ebola. Dieci contatti sono stati posti in quarantena presso il National Police Service Hospital di Nairobi, e le squadre stanno ancora lavorando per raggiungere gli altri.
Il paziente ha viaggiato via terra dalla Repubblica Democratica del Congo all'Uganda, poi ha preso un volo per l'aeroporto internazionale Jomo Kenyatta il 3 ottobre. Il Kenya ha confermato il caso il 6 ottobre. Da allora non sono stati segnalati nuovi casi.
Nessun vaccino approvato per questo ceppo
Il virus Bundibugyo si diffonde attraverso il contatto diretto con il sangue o i fluidi corporei di una persona infetta, o con materiali contaminati. Attualmente non esistono vaccini approvati o trattamenti specifici per questo ceppo, sebbene prodotti candidati siano in fase di valutazione in studi clinici.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che il tracciamento dei contatti e la quarantena restano gli strumenti principali per fermare la trasmissione. L'agenzia ha consegnato questa settimana al Kenya forniture mediche essenziali per sostenere la risposta.
Preparazione costruita da maggio
Il Kenya è in stato di massima allerta da maggio, quando sono stati dichiarati focolai in Congo e Uganda. Da allora il Paese ha sottoposto a screening più di 652.000 viaggiatori, testato 267 campioni sospetti e formato circa 5.000 operatori sanitari sulla prevenzione e la gestione dell'Ebola.
I funzionari sanitari affermano che il rischio per il pubblico in generale resta basso finché la lista dei contatti non sarà completata. L'Ambasciata degli Stati Uniti a Nairobi ha emesso un'allerta sanitaria che consiglia ai viaggiatori di monitorare la propria salute per 21 giorni dopo aver visitato un'area colpita dal focolaio, e di verificare le opzioni di evacuazione medica prima del viaggio.