Un tribunale di Parigi ha stabilito che la major petrolifera francese TotalEnergies deve rivelare i rischi climatici legati alle emissioni dei suoi prodotti petroliferi e di gas e definire piani per affrontarli. La sentenza, emessa il 25 giugno, è una vittoria parziale per i gruppi ambientalisti che hanno citato in giudizio l'azienda ai sensi della legge francese sul dovere di vigilanza delle imprese.
Un dovere che va oltre le proprie operazioni
Il caso è stato presentato nel 2020 da una coalizione che include le ONG Sherpa, Notre Affaire à Tous e France Nature Environnement, insieme alla città di Parigi. Hanno sostenuto che l'attività petrolifera e di gas di TotalEnergies è in conflitto con gli obiettivi climatici e che l'azienda non ha identificato e prevenuto i danni ambientali, come richiesto dalla legge sul dovere di vigilanza del 2017.
Il tribunale ha concordato che "i rischi e gli impatti legati al clima a cui l'azienda può contribuire attraverso le sue attività rientrano nell'ambito della legge". Ciò estende la responsabilità dell'azienda alle emissioni derivanti dall'uso dei suoi prodotti, le cosiddette emissioni di scope 3 che costituiscono la quota maggiore dell'impronta di carbonio di una compagnia petrolifera.
Sei mesi per produrre un nuovo piano
TotalEnergies deve ora presentare un piano di vigilanza aggiornato entro sei mesi, rivelando i rischi climatici legati alle emissioni dei prodotti e le misure che adotterà per affrontarli. Un'udienza di follow-up è prevista per il 21 gennaio 2027.
Il tribunale si è fermato prima di ordinare tagli alla produzione o obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni, e non ha limitato l'esplorazione all'estero. Per questo motivo, la sentenza è descritta come una vittoria parziale. La città di Parigi l'ha comunque salutata come "una decisione storica nella storia del diritto climatico francese".
"Per la prima volta, un giudice riconosce che i rischi climatici ricadono effettivamente sotto il dovere di vigilanza dovuto dalle grandi aziende, e nessuna multinazionale dei combustibili fossili può eludere questa responsabilità", ha affermato Alice Timsit, vicesindaco della città.
Un'onda crescente di contenziosi climatici
Il caso fa parte di una tendenza più ampia di cause legali che prendono di mira i grandi emettitori in tutto il mondo. Gli attivisti hanno usato i tribunali nei Paesi Bassi, in Germania e altrove per spingere aziende e governi verso un'azione climatica più rigorosa. La sentenza di Parigi offre ai querelanti un modello: anche dove i giudici rifiutano i rimedi più aggressivi, possono costringere le aziende a pubblicare i rischi nei propri bilanci e a difendere tali dichiarazioni in tribunale.