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Lula conquista il quarto mandato mentre il ballottaggio in Brasile si decide all'ultimo voto

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Il presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha vinto domenica un quarto mandato, battendo il senatore Flavio Bolsonaro in un ballottaggio che ha diviso il Brasile quasi a metà e ha chiuso una campagna segnata da attacchi personali, accuse di ingerenza straniera e visioni contrapposte per l'Amazzonia.

Con il 99,9% delle schede scrutinate, il tribunale elettorale ha attribuito a Lula il 51,7% e a Bolsonaro il 48,2%. Il margine è stato più ampio di quanto suggerissero diversi sondaggi finali, ma abbastanza stretto perché la campagna di Bolsonaro passasse la notte a mettere in dubbio il conteggio.

Le votazioni sono durate due ore in più

La Corte Suprema ha prolungato di due ore le votazioni domenica sera, dopo che entrambe le campagne avevano chiesto più tempo, per ragioni diverse. I seggi sono rimasti aperti oltre l'orario previsto in diversi stati e i risultati sono arrivati più tardi del previsto. Lo spoglio è iniziato solo dopo che la decisione della corte è entrata in vigore.

Due candidati molto diversi

Flavio Bolsonaro, senatore e figlio maggiore dell'ex presidente Jair Bolsonaro, si è candidato promettendo di graziare il padre, che sta scontando una pena di 27 anni per aver ordito un colpo di Stato dopo le elezioni del 2022. Lula, 80 anni, ha fatto campagna sulla difesa delle istituzioni democratiche, sulla resistenza ai dazi statunitensi e sulla riduzione dei divari di reddito.

La corsa ha attirato l'attenzione all'estero per tre ragioni: la forza della destra latinoamericana, il futuro della foresta pluviale e la tenuta della democrazia brasiliana, che dura da quattro decenni.

Cosa accadrà ora

Bolsonaro ha rifiutato di riconoscere il risultato e ha chiesto l'annullamento del voto. Gli avvocati elettorali affermano che la richiesta ha scarse prospettive, perché la campagna perdente non ha offerto prove di frode e il tribunale elettorale ha già convalidato il conteggio.

Lula entrerà in carica a gennaio per un mandato che durerà fino al 2030. Governarà con un Congresso frammentato e un'opinione pubblica ancora divisa quasi a metà, il che limita ciò che potrà approvare senza negoziati.

Due dossier saranno seguiti con attenzione. Sul commercio, Lula ha promesso di rispondere ai dazi statunitensi prima con i negoziati e con ritorsioni solo se i colloqui falliranno. Sul clima, si è impegnato a raggiungere la deforestazione illegale zero entro il 2030; gli ultimi due anni di calo dei dati sul disboscamento gli danno una base, ma l'applicazione delle norme in Para e Mato Grosso resta disomogenea.

Fonte: BBC / NPR / NHK World