Gli scienziati scoprono il ruolo nascosto della tau nella memoria
I ricercatori del programma di Neuroscienze e Ricerca sulla Demenza della Flinders University hanno fatto una scoperta che cambia fondamentalmente la comprensione della proteina tau. A lungo nota per formare grovigli tossici nei cervelli dei malati di Alzheimer, la tau si è ora rivelata svolgere un ruolo positivo ed essenziale nella formazione della memoria.
'Il motivo per cui alcuni ricordi durano mentre altri svaniscono ha a lungo sconcertato gli scienziati, e il nostro studio mostra che la tau gioca un ruolo chiave nel modo in cui il cervello forma ricordi duraturi', ha detto la ricercatrice Kosonen. 'I nostri risultati mostrano che la tau aiuta a determinare quali cellule vengono selezionate per conservare un ricordo, modellando il modo in cui un'esperienza forma una traccia mnestica duratura.'
Cosa significa per la ricerca sull'Alzheimer
Lo studio sui topi ha rivelato che quando la tau è assente, le nuove esperienze non riescono a codificarsi in ricordi duraturi. Ciò suggerisce che la patologia dell'Alzheimer potrebbe danneggiare la memoria non solo attraverso aggregati tossici, ma interrompendo la funzione normale della tau nel consolidamento della memoria.
Questa duplice natura della tau — essenziale per una memoria sana ma distruttiva quando mal ripiegata — presenta sia una sfida che un'opportunità per lo sviluppo di farmaci. I trattamenti che semplicemente eliminano tutta la tau potrebbero compromettere la normale funzione mnestica. Invece, le terapie potrebbero dover distinguere tra il ruolo sano della tau e la sua forma patologica. Si stima che 7,4 milioni di americani di età pari o superiore a 65 anni convivano con demenza clinica da Alzheimer nel 2026.
Implicazioni più ampie per le neuroscienze
La scoperta si aggiunge a un crescente corpo di prove che le proteine implicate nelle malattie neurodegenerative hanno spesso funzioni normali ed essenziali che vengono interrotte dalla malattia. Comprendere il ruolo sano della tau potrebbe aprire nuove strade per l'intervento precoce, potenzialmente preservando la funzione mnestica prima che la patologia dell'Alzheimer prenda piede.