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Inflazione al 4,2%, i costi energetici spingono la Fed verso un dibattito sull'aumento dei tassi

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Lo shock energetico spinge l'inflazione

L'indice dei prezzi al consumo statunitense è salito al 4,2% su base annua a maggio 2026, il livello più alto in tre anni. Il motore principale è stato l'energia, che è aumentata del 3,9% su base mensile a causa delle interruzioni del conflitto iraniano e delle preoccupazioni per il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. L'inflazione core, che esclude cibo ed energia, è salita al 2,9% annuo.

Le probabilità di un aumento dei tassi salgono, i tagli esclusi

I dati sull'inflazione superiori alle attese hanno ridefinito le aspettative della Federal Reserve. Secondo lo strumento CME FedWatch, i mercati ora vedono una probabilità del 43% di un aumento dei tassi di un quarto di punto entro dicembre 2026, mentre le probabilità di un taglio dei tassi nel 2026 sono state essenzialmente eliminate. Si tratta di un'inversione netta rispetto all'inizio del 2026, quando i mercati avevano scontato molteplici tagli.

Pressioni inflazionistiche globali in aumento

L'OCSE ha riferito che l'inflazione annua nelle economie avanzate ha raggiunto il 4,4% ad aprile, in aumento rispetto al 4,0% di marzo. L'Europa continua a essere alle prese con le ricadute dei prezzi energetici dall'instabilità mediorientale. Il team economico di PNC ha osservato che i dati CPI di maggio mantengono la Fed saldamente in attesa e che qualsiasi taglio dei tassi è ora improbabile prima di metà 2027.

Source: Daily8News