Il BMI non vede dove si trova il grasso
Un nuovo ampio studio dice che la dimensione del girovita di una persona è un predittore migliore del rischio di malattie cardiache rispetto al solo indice di massa corporea. I risultati sono stati pubblicati su JACC, la rivista di punta dell'American College of Cardiology.
Il BMI si calcola dividendo il peso in chilogrammi per l'altezza in metri al quadrato. È stato lo strumento standard per definire sovrappeso e obesità per decenni. Ma il BMI non può mostrare dove è immagazzinato il grasso. Il grasso intorno agli organi, chiamato grasso viscerale, è collegato a malattie cardiache e diabete. Il grasso appena sotto la pelle è meno rischioso.
20 anni di dati
I ricercatori della Cross Cohort Collaboration hanno esaminato più di 260.000 adulti. Hanno seguito i partecipanti per una media di circa 20 anni. Lo studio ha monitorato la circonferenza vita e il rapporto vita-fianchi insieme al BMI, quindi ha confrontato quanto bene ciascuna misura prevedesse infarti, ictus, insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale e morti correlate.
I risultati sono stati chiari. La circonferenza vita e il rapporto vita-fianchi hanno predetto il rischio cardiovascolare meglio del solo BMI. Quasi una persona su cinque con un BMI normale ma un alto rapporto vita-fianchi aveva un rischio fino al 50% più alto per diverse condizioni cardiache. Fare affidamento solo sul BMI avrebbe perso quelle persone.
Perché il grasso addominale è pericoloso
L'infiammazione sembra spiegare parte del pericolo. Un'analisi separata nello stesso programma di ricerca ha trovato che misure vita più alte erano collegate al rischio di insufficienza cardiaca anche quando il BMI appariva normale. L'infiammazione sistemica ha giocato un ruolo chiave. Circa un quarto o un terzo del legame tra grasso addominale e insufficienza cardiaca è stato spiegato dall'infiammazione.
Gli autori dicono che queste semplici misurazioni dovrebbero far parte dei controlli di routine del rischio cardiaco. Entrambe possono essere fatte a casa con un metro da sarta. Il messaggio dello studio è semplice: dove si trova il grasso sul corpo conta, e conta più di quanto la sola bilancia possa mostrare.