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Le ultime truppe statunitensi lasciano l'Iraq mentre termina la missione anti-ISIS durata 12 anni

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L'ultimo convoglio lascia Erbil

Il Pentagono ha annunciato mercoledì di aver completato il ritiro di tutte le truppe americane dall'Iraq, chiudendo una missione iniziata nel 2014, quando le autorità irachene chiesero aiuto contro il gruppo Stato Islamico.

Gli ultimi militari statunitensi hanno lasciato la base aerea di Erbil, nel nord dell'Iraq, in base a un accordo tra Baghdad e Washington. Un piccolo numero di truppe resterà per proteggere i siti diplomatici. Le forze britanniche sono partite nello stesso momento, ponendo fine all'operazione della coalizione internazionale nota come Inherent Resolve.

Baghdad la chiama Giornata della Sovranità

L'Iraq ha celebrato la partenza con una nuova festività nazionale, la Giornata della Sovranità, e una pausa di quattro giorni iniziata il 30 settembre. I funzionari di Baghdad hanno descritto la fine della missione come prova della crescente forza del Paese e del suo controllo sulla propria sicurezza.

Anche i gruppi sostenuti dall'Iran, che per anni avevano chiesto il ritiro delle forze statunitensi, hanno accolto positivamente la mossa. Non tutti però sono soddisfatti. I funzionari della regione curda irachena hanno dichiarato di essere preoccupati per la rimozione dei sistemi di difesa aerea americani e per ciò che accadrà in seguito. Molti temono che lo Stato Islamico possa ricostituirsi e che le milizie legate all'Iran possano agire più liberamente senza le forze statunitensi nelle vicinanze.

Cosa cambia e cosa no

Gli effetti potrebbero non manifestarsi dall'oggi al domani, poiché la presenza americana era già stata ridotta nel corso di diversi anni. Tuttavia, il momento scelto ha attirato l'attenzione in tutta la regione, con diversi governi che si chiedono chi svolgerà ora le missioni di sorveglianza e di attacco che Washington era solita guidare.

Una questione aperta riguarda il futuro delle milizie armate irachene. Baghdad ha promesso di porle sotto il controllo statale, ma la scadenza per il disarmo è già slittata a giugno 2027. Finché la questione non sarà risolta, il quadro della sicurezza del Paese resterà incerto, e la regione osserverà con attenzione quanto rapidamente la calma terrà.

Fonte: AP