Nessun percorso resta sotto 1,5°C
Un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente afferma che non esistono più percorsi scientifici plausibili che mantengano il riscaldamento globale sotto 1,5 gradi Celsius. Lo studio, intitolato Limiting Overshoot, conclude che il limite dell'Accordo di Parigi sarà superato entro i prossimi anni. Nello scenario più ottimistico, il riscaldamento di picco raggiunge circa 1,8 gradi prima che le temperature scendano. Onde di calore record, inondazioni mortali e altri eventi estremi nel 2026 riflettono un pianeta già più caldo della linea di base usata dai governi quando fissarono l'obiettivo.
Ogni frazione di grado
Il capo dell'UNEP Inger Andersen ha detto che ogni frazione di grado costerà vite. Il rapporto afferma che anche un superamento temporaneo di 1,5°C lascerà perdite irreversibili, tra cui la morte delle barriere coralline, il ritiro dei ghiacciai e danni a comunità che non possono spostarsi. Il suo argomento centrale è che l'obiettivo ora è limitare quanto salgono le temperature e quanto a lungo restano lì, per poi riportarle giù. Questo cambiamento sposta l'agenda politica dall'evitare l'overshoot al gestirlo, dando più peso alla rimozione del carbonio, al ripristino del territorio e alla spesa per l'adattamento.
La pressione sale a New York
I risultati arrivano mentre la Climate Week NYC si svolge dal 20 al 27 settembre, con governi, investitori e aziende che si incontrano a New York per discutere tagli alle emissioni e finanziamenti per l'adattamento. La settimana segue un periodo in cui gli Stati Uniti si sono mossi per revocare i limiti alle emissioni di gas serra dalle centrali elettriche, un passo che i regolatori statali potrebbero non sostituire. In Asia, il governo del Nepal ha detto che cercherà riparazioni dalle principali economie per i danni legati al collasso dei ghiacciai himalayani e i ricercatori in Europa hanno avvertito che i fiumi in secca minacciano industria e produzione di energia. I negoziatori che preparano il prossimo vertice sul clima affrontano un divario familiare tra promesse e tagli realizzati.
Il rapporto chiede anche tagli più rapidi al metano, che può rallentare il riscaldamento più velocemente dei soli tagli al biossido di carbonio.