La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto il tentativo dell'amministrazione Trump di dare al servizio postale un ruolo centrale nel decidere chi può ricevere una scheda elettorale per posta. La sentenza è arrivata lunedì sera, circa sette settimane prima delle elezioni di medio termine del 3 novembre.
Cosa ha deciso la Corte
Con una decisione 7-2, i giudici hanno rifiutato di consentire l'entrata in vigore delle nuove regole postali per le elezioni di quest'anno. Il piano avrebbe richiesto agli Stati di adottare una busta elettorale uniforme e di inviare liste di elettori idonei a un portale online che il servizio postale stava costruendo. Secondo il piano, l'agenzia avrebbe potuto rifiutarsi di consegnare le schede degli Stati non conformi.
Il giudice Brett Kavanaugh ha scritto una breve opinione concorrente. Ha affermato che c'era "almeno una buona probabilità" che le regole postali rientrassero nell'autorità dell'agenzia, ma che imporle così vicino alle elezioni "sarebbe stato arbitrario e capriccioso" perché i funzionari statali e locali non avrebbero avuto tempo sufficiente per attuarle.
Perché i tribunali inferiori avevano bloccato le regole
La sentenza della Corte Suprema è seguita a mesi di contenzioso. Domenica, il giudice distrettuale Carl Nichols, nominato da Trump, aveva bloccato le stesse regole. Ha concluso che il Congresso ha autorizzato il servizio postale a smistare la posta, non a costringere gli Stati a iscrivere gli elettori in un portale federale o a rifiutare schede che non superavano i nuovi controlli.
Una segnalazione di un whistleblower aveva avvertito che i requisiti potevano portare a milioni di schede mai inviate, perché il lavoro dell'agenzia per conformarsi era affrettato. Circa un terzo degli elettori americani ha votato per posta nelle recenti elezioni, e le campagne democratiche avevano costruito piani di affluenza su quelle schede.
Cosa succede ora
I funzionari elettorali degli Stati che si affidano al voto postale hanno detto che la sentenza elimina l'incertezza per novembre. La questione di cosa il servizio postale possa richiedere agli Stati continuerà a essere dibattuta, ma non prima delle elezioni.