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La serotonina collegata a malattie valvolari cardiache, gli ultrasuoni mostrano promesse per la guarigione articolare

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Sostanza chimica dell'umore collegata a danni alle valvole cardiache

I ricercatori della Columbia University hanno scoperto un collegamento sorprendente tra la serotonina e le malattie valvolari cardiache. Lo studio, pubblicato lunedì, ha rilevato che la serotonina — un neurotrasmettitore noto soprattutto per regolare l'umore, il sonno e l'appetito — potrebbe anche accelerare la progressione del rigurgito mitralico, una delle condizioni valvolari cardiache più comuni.

'Abbiamo scoperto che la segnalazione della serotonina è attivamente coinvolta nel guidare il processo patologico', hanno riferito i ricercatori. La scoperta solleva domande sul fatto che i farmaci che influenzano i livelli di serotonina, inclusi gli antidepressivi comunemente prescritti, potrebbero influenzare la salute delle valvole cardiache nei pazienti suscettibili.

Gli ultrasuoni offrono una riparazione articolare non invasiva

In uno sviluppo separato, gli scienziati hanno riferito che un semplice trattamento non invasivo a ultrasuoni potrebbe aiutare le articolazioni lesionate a guarire invece di rimanere intrappolate in un ciclo di infiammazione dannosa. La tecnica, testata su modelli animali, utilizza onde sonore mirate per stimolare i meccanismi di riparazione cellulare nel tessuto articolare danneggiato.

Il trattamento rappresenta un potenziale alternativa alla chirurgia artroscopica, che un recente studio finlandese di 10 anni ha mostrato potrebbe fare più male che bene per alcune condizioni del ginocchio. Quello studio ha rilevato che i pazienti sottoposti a riparazione artroscopica del menisco hanno continuato a provare dolore o peggiorato un decennio dopo l'intervento, mettendo in dubbio l'uso diffuso della chirurgia.

Identificato il meccanismo di diffusione del Parkinson

Gli scienziati di Yale hanno anche annunciato di aver identificato due proteine della superficie dei neuroni che sembrano aiutare a diffondere la proteina tossica legata al morbo di Parkinson attraverso il cervello. La scoperta offre un potenziale bersaglio per farmaci che potrebbero fermare la progressione della malattia bloccando il meccanismo di diffusione. Il Parkinson colpisce quasi 1 milione di americani e attualmente non ha cura.

Source: Daily8News