Scienza

Il fossile a lungo considerato il rettile più antico è in realtà un tetrapode simile a un pesce

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Un esemplare famoso, una nuova identità

Per quasi 30 anni, un piccolo fossile trovato in Scozia è stato descritto come uno dei primi rettili conosciuti. Uno studio pubblicato il 30 settembre sulla rivista Nature afferma che quell'etichetta era sbagliata.

L'esemplare, soprannominato Lizzie, ha circa 345 milioni di anni. I ricercatori dell'American Museum of Natural History, dell'Università di Oxford e dell'European Synchrotron Radiation Facility di Grenoble hanno ricostruito il suo interno in tre dimensioni utilizzando la micro-tomografia computerizzata a raggi X con sincrotrone, un metodo che mappa le strutture ancora sepolte nella roccia.

Branchie e migliaia di denti

Le scansioni hanno rilevato branchie interne e una bocca simile a quella di un pesce, rivestita di migliaia di minuscoli denti. Queste caratteristiche collocano l'animale in un lignaggio molto più antico, un tetrapode staminale derivato, piuttosto che tra i primi amnioti, il gruppo che oggi comprende rettili, uccelli e mammiferi.

Ciò è importante perché il fossile era stato usato come prova di quando i vertebrati completarono il passaggio sulla terraferma. Se l'animale viveva in acqua, o si muoveva tra acqua e terra, quella cronologia deve essere letta diversamente.

Perché le scansioni contano

Il fossile è piccolo e incastonato in roccia dura, quindi il lavoro precedente si basava su ciò che era visibile in superficie. L'imaging a raggi X ha permesso al team di vedere ossa, strutture mascellari e archi branchiali che erano stati invisibili.

L'articolo, guidato da Ben Igielman, include coautori di Cambridge, del Natural History Museum di Londra e dello University Museum of Zoology di Cambridge. Il suo titolo descrive l'animale come un tetrapode staminale derivato la cui anatomia rivela come si sono evoluti i piani corporei terrestri.

Il risultato è un promemoria del fatto che fossili ben noti possono portare etichette obsolete per decenni. Con il miglioramento degli strumenti di scansione, altri esemplari museali un tempo considerati prove definitive potrebbero aver bisogno di un secondo sguardo.

Come funziona l'imaging

Il metodo del sincrotrone ruota un campione attraverso un fascio luminoso di raggi X e costruisce un modello digitale fetta per fetta, così il fossile originale non viene mai tagliato o danneggiato. È diventato uno strumento standard per i paleontologi che lavorano su esemplari racchiusi in pietra dura.

Fonte: Nature