Il petrolio arretra sulle speranze di accordo
Il Brent, il benchmark globale, è sceso di oltre l'1% a circa 89 dollari al barile venerdì dopo che il presidente Trump ha cancellato i piani per un terzo giorno consecutivo di attacchi all'Iran. Il West Texas Intermediate si è attestato intorno a 87 dollari, anch'esso in calo dell'1%. Il declino segue settimane di prezzi elevati guidati dalla perturbazione iraniana del trasporto marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, una via d'acqua che normalmente trasporta un quinto della fornitura mondiale di petrolio.
Wall Street e Asia in rally
I mercati azionari sono saliti su due continenti. L'S&P 500 ha registrato forti guadagni giovedì a Wall Street, e i mercati asiatici hanno seguito l'esempio venerdì. Il Nikkei giapponese e l'Hang Seng di Hong Kong hanno chiuso entrambi in rialzo mentre cresceva l'ottimismo degli investitori che una fine del conflitto possa stabilizzare i mercati energetici e ridurre l'incertezza geopolitica. Trump ha dichiarato che un accordo di pace globale con l'Iran potrebbe essere firmato già domenica.
Incertezza rimane
La televisione di Stato iraniana, citando un portavoce del ministero degli Esteri, ha affermato che "nulla è stato finalizzato", iniettando cautela nel rally. Gli analisti avvertono che la perturbazione dello Stretto di Hormuz ha già ridefinito le catene di approvvigionamento globali e che anche un accordo firmato richiederebbe settimane per ripristinare i normali modelli di navigazione. Tuttavia, il cambiamento di tono dalla Casa Bianca segna il segnale più concreto di una potenziale risoluzione dall'inizio delle ostilità all'inizio di quest'anno.