L'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente ha abrogato gran parte delle norme del 2024 che limitavano le emissioni di gas serra da centrali a carbone e gas, e ha proposto di eliminare i restanti limiti federali sul settore.
Cosa è stato abrogato
L'amministratore dell'EPA Lee Zeldin ha firmato la norma finale il 14 settembre. L'agenzia ha detto che le disposizioni abrogate si basavano su tecnologie non disponibili alla scala e velocità ipotizzate dalla precedente amministrazione, avrebbero imposto costi e tempi irragionevoli e avrebbero costretto molte centrali a chiudere in anticipo. L'EPA stima che il cambiamento elimini oltre 300 miliardi di dollari di costi per gli operatori.
Un secondo passo più difficile da annullare
Insieme alla norma finale, l'agenzia ha emesso una proposta per revocare le conclusioni che fondano la regolamentazione dei gas serra delle centrali e per abrogare tutti gli standard rimanenti per gli impianti a combustibili fossili ai sensi della sezione 111 del Clean Air Act. Se finalizzata il prossimo anno, quel passo potrebbe limitare ciò che una futura amministrazione può fare senza tornare dal Congresso. L'EPA terrà un'audizione pubblica virtuale sulla proposta il 1° ottobre.
Dove si sposta la battaglia
Gruppi ambientalisti e diversi Stati dovrebbero impugnare l'abrogazione in tribunale, sostenendo che l'agenzia non può sottrarsi al dovere di regolare emissioni già giudicate dannose per la salute pubblica. La Corte Suprema deve discutere il caso Suncor Energy il 5 ottobre, su se le cause climatiche possano procedere nei tribunali statali, e la nuova posizione dell'agenzia potrebbe complicare l'argomentazione del governo federale. Le centrali sono una delle maggiori fonti singole di CO2 negli USA, quindi l'esito plasmerà la velocità del cambiamento del mix elettrico a prescindere dallo sviluppo delle rinnovabili.